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Edelboden · Gressoney-La-Trinité

La storia di una casa Walser

Quasi tre secoli e mezzo di legno, pietra, lavoro e silenzio. Casalpina è cambiata più volte, ma non ha mai smesso di essere una casa.

La nostra storia

Una linea nel tempo

Dalle prime tracce del 1680 al restauro contemporaneo. Non conosciamo ogni dettaglio di chi l’ha abitata, ma la struttura, le incisioni e i materiali raccontano abbastanza per seguire le trasformazioni della casa.

1680

La casa originaria

I primi coloni Walser arrivarono a Gressoney intorno al 1100, passando per i colli del Felik e del Lys. Le prime tracce di Casalpina risalgono invece a qualche secolo dopo, intorno al 1680. Viene edificata proprio per garantire la sopravvivenza in alta quota ai suoi abitanti e agli animali, combinando sotto un unico tetto l’abitazione, la stalla e il deposito per i raccolti.

1735 → 1900

La casa cresce con la comunità

Nel 1735 la casa viene risistemata: il tetto viene alzato e la trave di colmo sostituita per fare spazio a un granaio più ampio. Intorno al 1900 viene poi costruito l’edificio adiacente, dove vengono ricavati una camera da letto, una cantina e un’ampia stalla con fienile.

1980

Cinquant’anni di silenzio

Intorno al 1980 la casa viene abbandonata. La famiglia si trasferisce a Torino e la casa viene lasciata in disuso. Per decenni resta quasi vuota. In un certo senso è proprio questo silenzio a preservarla da trasformazioni troppo invasive. Fino al 2020, quando la nostra famiglia decide di trasferirsi qui a Gressoney. Passeggiando si innamora della vista e decide di dare nuova vita alla casa.

2021

Il restauro in bioedilizia

Nel 2021 inizia il restauro in bioedilizia. Sono i materiali a guidare i lavori: larice originale recuperato, intonaci naturali, argilla, pietra, cocciopesto e riscaldamento a pavimento. L’obiettivo non è rifarla nuova, ma farla tornare a vivere, rispettandone l’essenza.

Oggi

Ospitalità autentica

Oggi Casalpina ospita viaggiatori da tutto il mondo. Non è diventata un museo: continua semplicemente a fare il suo mestiere di casa.

01

Come veniva abitata

Un tempo il piano terra ospitava animali, fieno e il lavoro dei contadini durante i mesi più freddi. Il primo piano era per le persone. Più in alto, nello Stadel, c’era lo Spichel, il deposito chiamato così in Titsch. Ogni livello aveva una funzione precisa.

02

Un posto scelto bene

La posizione racconta un modo antico di conoscere la montagna. Casalpina è tra le ultime case della valle a perdere il sole, gode di una vista aperta ed è protetta dal rilievo accanto, che la ripara anche dalle valanghe.

La stessa casa. Nuove storie dal 1680.

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